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Apprendere la lingua italiana a Roma

Le chiacchiere, chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni d’Italia (frappe, cenci, bugie, galani, rosoni, frappole, galani, frittole, crostoli), sono dolci tipici della tradizione carnevalesca. Fantastici rettangoli di pasta più o meno allungata, c'è chi li annoda, chi ne fa un fiocco, chi li lascia piani, chi ne taglia i lati con un certo vezzo: irresistibili fritti, ma cotti al forno sono niente male. Dolce povero, solo uovo, farina e poco lievito, facile da preparare e a basso costo, l’origine delle chiacchiere ci riporta in tempi assai lontani, ai Frictilia, dolci fritti che le anziane sacerdotesse romane con il capo cinto d'edera distribuivano alla folla per il festoso rito dei Saturnali in onore del dio Saturno. Benchè la festa si svolgesse verso la fine di dicembre, l'usanza di permettere anche agli schiavi di partecipare ai festeggiamenti e anzi, di essere ospiti dei padroni che organizzavano loro dei banchetti ha permesso alle chiacchiere di arrivare successivamente ad essere le protagoniste del carnevale. Ma perchè chiacchiere? Il nome sembrerebbe invenzione della Regina Savoia e di Raffaele Esposito, napoletano cuoco di corte, che in quattro e quattr'otto ne sfornò un bel po' per le bocche loquaci e affamate dei regali ospiti!                                                                                                

Carmela Marocchini

 

Chiacchiera= Conversazione svagata; Notizia senza fondamento, voce falsa o malevola, pettegolezzo, diceria
Vezzo= Abitudine; Atto di tenerezza affettuosa
Loquace= di parola facile, ciarliero, chiacchierone    
In quattro e quattr'otto= Tempestivamente, velocemente