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Apprendere la lingua italiana a Roma

E’ terribile pensare che per gli antichi romani l’arrivo della primavera fosse dedicato al dio della guerra, Marte. Così, in questo mese, i guerrieri tiravano fuori scudi, lance ed elmi e gli eserciti si rimettevano in marcia, in un inizio di stagione che tende al bello, tra un tiepido solicello che va e viene (Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello), un venticello che fa bene ai campi (Marzo ventoso, frutteto maestoso) e, talvolta, qualche spruzzo di neve che non dura (Neve marzolina dalla sera alla mattina). La temperatura lieve era la miglior cosa per non sudare sotto il peso degli zaini e dei ferri bellicosi e la rinata luce del giorno permetteva accampamenti e scorribande sicure. Tante le guerre allora, come si sa: dalla prima guerra punica  che fu decisa nella battaglia delle Isole Egadi il 10 marzo 241 a.C, alla guerra contro i Daci nel marzo del 101 d.C., fino al tumulto delle famose Idi di metà mese, dove trovò la morte Giulio Cesare…  Noi invece, a differenza delle api (Le api sagge in Marzo dormono ancora), iniziamo a ritemprarci assieme alle erbette dei campi, a prendere il primo sole (Marzo tinge, aprile dipinge), a guadagnare luce per l’ora legale che sposta le lancette dell’orologio per la sospirata ora in più di chiaro.
Carmela Marocchini

Diminuitivi e vezzeggiativi: solicello (sole),  pazzerello (pazzo), venticello (vento), erbetta (erba)
Marzolino (aggettivo )= aggettivo, “di  Marzo”
Bellicoso (aggettivo)= Aggressivo, dedito alla guerra (dal latino bellum)
Scorribanda (nome)=  Rapida incursione di bande armate, per depredare o saccheggiare
Tumulto (nome )= Movimento intenso e disordinato accompagnato da un gran rumore
Ritemprarsi (verbo)= Ridarsi vigore